Uno studio sempre più green

Un mondo iperconnesso richiede senza dubbio un crescente impiego di energia. Si pensi all’uso di server, router, telefoni voip, invio di mail, conservazione delle stesse… Una scelta ambientalista va fatta con la chiara comprensione del fatto che in ambito di impegno ambientale il rischio è sempre quello di fare un passo avanti e tre indietro, e lo sforzo debba essere quello di compensare il più possibile i passi indietro.

Da anni sono blandamente impegnato nel contenimento dell’inquinamento atmosferico prediligendo il trasporto pubblico al mezzo privato. Una scelta che, per la verità, non mi costa neppure troppa fatica perchè mi consente di lavorare più facilmente in mobilità (pur con tutti i caveat del caso connessi con la possibilità inevitabile di essere ascoltati, e quindi, di non poter magari parlare sempre liberamente al telefono come si potrebbe fare nella propria auto dove, per converso, non si potrebbero consultare documenti, predisporre testi, mandare mail…).

L’unico peso che ha per me questa scelta è la necessità che talvolta trovo di dover rimarcare con forza ad alcuni condomini l’ovvio, e cioè che si tratta di una scelta che non pone in alcun modo a rischio i loro interessi nè la corretta gestione: se anche l’amministratore non si scapicolla personalmente nel condominio quando c’è un problema, può far fronte a tutte le necessità che si presentano anche da remoto. Non serve, infatti, il ditino dell’amministratore per coprire una falla in un tubo, e spesso l’amministratore può fare molto poco senza rivolgersi al manutentore.

Ho cercato con alterne fortune di limitare la necessità di stampa dei verbali suggerendo l’utilizzo di modalità digitali di sottoscrizione, ed ho sempre cercato di limitare in tutti i modi il ricorso alla posta tradizionale per l’invio di documenti.

Chi mi conosce sa che, di recente, sono fortemente impegnato per promuovere le AUC e le CER (ossia i gruppi di Autoconsumo e le comunità energetiche rinnovabili) sia nell’interesse del pianeta sia nell’interesse dei condomini e di un potenziale forte risparmio anche economico per loro, sono convinto che siano il futuro di un mondo migliore anche se dubito che si possa raggiungere (con questo e con altri pochi accorgimenti) l’ambizioso obiettivo di zero emissioni. Del pari sono favorevole a tutti gli interventi possibili di coibentazione e riduzione del consumo energetico negli edifici, e sto pensando in prospettiva futura anche di stringere maggiori collaborazioni a questo riguardo.

Ma, oltre a queste cose ed a una particolare attenzione (nei pochi casi in cui è possibile) alla policy dei fornitori in ambito di tutela ambiente cosa è possibile fare?

Incrementare la riduzione della produzione di stampati cartacei e la digitalizzazione dello studio. Si tratta di qualcosa a cui ho pensato spesso ma, lo confesso, mi fa ancora tremare le vene e i polsi pensando a quello che può andare storto nella conservazione di dati o nell’accesso agli stessi in caso di guasti tecnici e di mancanza di energia. Ma si tratta comunque di qualcosa che ritengo che da oggi debba finalmente partire anche per il mio studio, come già avvenuto per gli altri, anche banalmente per una questione (tutta genovese, come le mie origini impongono) di riduzione dei costi di stampa.

I documenti saranno salvati prioritariamente sui server della big company che ho scelto come partner principale per la gestione della mia corrispondenza (Google), ed una copia periodicamente sarà fatta su altri server ed in locale su un computer o un disco rigido in mio possesso di modo tale da minimizzare ogni possibile rischio di perdita dei dati. Per altro tutti i documenti principali dei condomini saranno inevitabilmente anche sui server della compagnia che mi offre il servizio di gestionale, sito internet condominiale e privacy, assicurando così una ancora maggiore sicurezza di conservazione, insieme al fatto che le mail trasmesse non vengono cancellate per tenere anche traccia nella casella di posta dei documenti principali.

Laddove si abbia a che fare con fornitori di una certa rilevanza ed organizzazione (quindi non in tutti gli ambiti, ma in alcuni casi), ovviamente è anche possibile contare sull’archiviazione dei documenti sui server dei fornitori accessibili per l’amministratore.

Il problema relativo al rischio di accessibilità da parte dei terzi a documenti archiviati digitalmente si limita con i consueti metodi a cominciare dall’autenticazione in due fattori (possibile in quasi tutti gli ambiti, e sicuramente sui server che ospitano archiviati i documenti), e per i files che non devono essere accessibili al di fuori dello studio e che sono particolarmente sensibili con una apertura esclusivamente attraverso password.

Ma tutto questo porta una riduzione dell’uso di carta ma un incremento di uso energetico sui server che va limitato per quanto possibile. I più attenti tra coloro che stanno leggendo questa pagina avranno pensato al fatto che una casella di posta carica di documenti inevitabilmente produce maggiore uso di energia. La sollecita archiviazione delle mail già processate e cancellazione delle mail inutili con svuotamento dell’area utilizzata costantemente della casella riduce questo incremento di fabbisogno energetico, e la stessa cosa nei cloud fa la corretta archiviazione in cartelle adeguatamente divise ed organizzate che permetta un rapido accesso ai dati con il minimo caricamento di dati ultronei.

L’abbattimento a zero della carta è impossibile, la minimizzazione è possibile senza minare la buona gestione e la tutela della posizione dei condomini.