Uno studio sempre più green

Un mondo iperconnesso richiede senza dubbio un crescente impiego di energia. Si pensi all’uso di server, router, telefoni voip, invio di mail, conservazione delle stesse… Una scelta ambientalista va fatta con la chiara comprensione del fatto che in ambito di impegno ambientale il rischio è sempre quello di fare un passo avanti e tre indietro, e lo sforzo debba essere quello di compensare il più possibile i passi indietro.

Da anni sono blandamente impegnato nel contenimento dell’inquinamento atmosferico prediligendo il trasporto pubblico al mezzo privato. Una scelta che, per la verità, non mi costa neppure troppa fatica perchè mi consente di lavorare più facilmente in mobilità (pur con tutti i caveat del caso connessi con la possibilità inevitabile di essere ascoltati, e quindi, di non poter magari parlare sempre liberamente al telefono come si potrebbe fare nella propria auto dove, per converso, non si potrebbero consultare documenti, predisporre testi, mandare mail…).

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La polizza di tutela legale può essere sottoscritta dal Condominio senza problemi

Sono sempre stato piuttosto restio a far sottoscrivere una polizza di tutela legale ai condomini, in quanto ho sempre privilegiato l’interpretazione più prudente di ogni norma nell’interesse del condominio, e l’interpretazione più prudente della norma codicistica sul dissenso alle liti imponeva estrema prudenza a riguardo. La domanda, fondamentalmente, era: da cosa si può dissociare un condomino che, sostanzialmente, ha già pagato la controversia?

Per quanto lo Stato Italiano sia un Paese di Civil Law in cui il precedente vincolante non esiste ed il precedente non vincola neppure la Suprema Corte di Cassazione che si sia pronunciata prima, in presenza di un orientamento giurisprudenziale della Corte di Legittimità (che per altro pare andare consolidandosi visto il richiamo a giurisprudenza precedente), mi sento tuttavia più tranquillo nel privilegiare quella che di fatto è la vera maggiore tutela dei condomini e quindi un investimento per porsi al riparo da spese eccessive in materia di controversie legali.

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“Il luogo deputato alla formazione della volontà collettiva dei condomini è l’assemblea, non una chat”

Una recente pronuncia del Tribunale Ordinario di Velletri ha ribadito l’ovvio, e cioè che la chat condominiale, laddove costituita, non ha alcun valore giuridico e non può sostituire l’assemblea condominiale prevista dalla normativa. La chat non può in alcun modo deliberare e gli incarichi conferiti a professionisti dall’amministratore sulla base delle decisioni della chat condominiale che non rivestano carattere d’urgenza o non ricadano nell’ordinaria amministrazione non possono essere posti a carico del condominio se non in forza di una ratifica di tale mandato.

Nel caso in questione, il Tribunale ha revocato un decreto ingiuntivo che un professionista aveva ottenuto contro il condominio per un incarico ricevuto dall’amministratore in seguito a decisione assunta in chat .

Maggiori restrizioni per la ricerca dei cellulari rubati

Il telefono cellulare oggi giorno è uno strumento fondamentale in ogni ambito. Nel mondo condominiale il cellulare per i condomini rappresenta una via di comunicazione con l’amministratore e con gli altri condomini, un modo facile e rapido di consultare il sito internet condominiale, ed anche un dispositivo per provvedere al pagamento delle rate attraverso l’internet banking.

Perdere il cellulare, o vederselo sottrarre, è per tutti un grosso problema su più livelli. Per le autorità in caso di smarrimento o furto ritrovare il cellulare senza ricorrere a tutti i possibili strumenti tecnici può essere un problema non di molto inferiore, eppure in futuro questo potrebbe non essere possibile.

La sentenza della Corte UE nella causa C-178/22, infatti, ha definito il ricorso a tutti gli strumenti di intercettazione in questi casi come in contrasto con la direttiva dell’Unione 2002/58/CE relativa alla vita privata e alle comunicazioni

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