La polizza di tutela legale può essere sottoscritta dal Condominio senza problemi

Sono sempre stato piuttosto restio a far sottoscrivere una polizza di tutela legale ai condomini, in quanto ho sempre privilegiato l’interpretazione più prudente di ogni norma nell’interesse del condominio, e l’interpretazione più prudente della norma codicistica sul dissenso alle liti imponeva estrema prudenza a riguardo. La domanda, fondamentalmente, era: da cosa si può dissociare un condomino che, sostanzialmente, ha già pagato la controversia?

Per quanto lo Stato Italiano sia un Paese di Civil Law in cui il precedente vincolante non esiste ed il precedente non vincola neppure la Suprema Corte di Cassazione che si sia pronunciata prima, in presenza di un orientamento giurisprudenziale della Corte di Legittimità (che per altro pare andare consolidandosi visto il richiamo a giurisprudenza precedente), mi sento tuttavia più tranquillo nel privilegiare quella che di fatto è la vera maggiore tutela dei condomini e quindi un investimento per porsi al riparo da spese eccessive in materia di controversie legali.

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“Il luogo deputato alla formazione della volontà collettiva dei condomini è l’assemblea, non una chat”

Una recente pronuncia del Tribunale Ordinario di Velletri ha ribadito l’ovvio, e cioè che la chat condominiale, laddove costituita, non ha alcun valore giuridico e non può sostituire l’assemblea condominiale prevista dalla normativa. La chat non può in alcun modo deliberare e gli incarichi conferiti a professionisti dall’amministratore sulla base delle decisioni della chat condominiale che non rivestano carattere d’urgenza o non ricadano nell’ordinaria amministrazione non possono essere posti a carico del condominio se non in forza di una ratifica di tale mandato.

Nel caso in questione, il Tribunale ha revocato un decreto ingiuntivo che un professionista aveva ottenuto contro il condominio per un incarico ricevuto dall’amministratore in seguito a decisione assunta in chat .